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Diamanti e oro

Submitted by on Wed, 15.12.2010 - 00:00

Lasciamo Makeni e il nostro Vojager hotel per andare verso l'interno. Verso le miniere, là dove è partita la scintilla per l'inizio della guerra civile. Purtroppo è già  passato qualche giorno dal viaggio e le sensazioni quelle a caldo, quelle che sanno di sudore e strade sterrate adesso sono solo riflessioni. Insomma, lasciamo Makeni dopo aver visitato vari villaggi e ci dirigiamo verso Konò. La zona dei blood diamond. Il viaggio è molto lungo, siamo in otto nella jeep. Un land rover bello rozzo che però macina kilometri senza al momento accusare colpi. Ci fermiamo sul fiume Sewa dove viene ancora fatta la raccolta dell'oro. Siamo su un ponte, vediamo tutto dall'alto, poche persone tre, quattro setacciano la sabbia del fiume. 

Un fiume importante, con una grande portata d'acqua. Ormai questo posto è stato ampliamente sfruttato e non sono rimasti che poche persone che disperatamente passano le loro giornate sotto il sole rovente setacciando la sabbia.
Il paesaggio è comunque stupendo e riesco farmi una delle poche foto del viaggio in cui ci sono io...;) Wow, sto sul tetto della jeep in mezzo al ponte... attorno a me vedo il fiume che taglia una vegetazione fittissima e rigogliosa, con ogni tanto delle palme che si stagliano alti fra gli altri alberi.

Arriviamo a Konò. Mi sembra proprio una bella cittadina. Molto vitale, colorata, poche macchine, molte motorette ( i 150 cc giappo-cinesi-simil-honda). Vabbeh, qui poi varrebbe la pena di spendere due righe su come colorando e "pimpano" le moto ( e i furgoni).
Appena possono, tra una "toppa" sul telaio e l'altra, compaiono decorazioni giallo-rosso-verdi nastrini che scendono dagli specchietti, leve dei freni colorate. Altra note di colore, oltre alle moto è quella della descrizione dei motociclisti.
Allora su quello che vi descrivo ci sono due versioni. La prima: ad una certa ora sentiamo freddo e ci copriamo La seconda: Mi vesto pesante così se cado forse mi distruggo di meno.

Nella pratica questo si traduce nel fatto che che non è per nulla difficile vedere ragazzi che vestono nell'ordine: Maglietta, felpa, giubbotto tipo piumino rimediato non si sa dove, cappellino di lana del tipo di quello che noi metteremmo a zero gradi,
casco tipo elmetto di sicurezza da operaio, pantaloni lunghi e il massimo per finire e per chi può permetterselo. Scarpa chiusa, meglio se possibile dopo scii. Si proprio quelli da neve. Avrei dovuto fare una foto, ma anche questa foto è solo nella mia testa. Bellissima, anche il sole intenso della mattina, dava una bella luce.

Eccoci, appunto parlavamo di Konò. Più o meno funziona così Il centro si snoda attraverso un paio di rotatorie principali. Le strade, oltre ad essere piene di bancarelle con gente che come sempre vende di tutto, sono piene di rivenditori di diamanti. Di cui la maggior parte libanesi. I libanesi, qui che altrove, detengono il controllo delle principali e più potenti attività commerciali, e come sempre si annusa un certo astio da parte della popolazione africana, che comunque li vede molto distanti da loro e come dei privilegiati con affari forse poco chiari, con un forte potere economico. E in Africa, con i soldi si compra tutto. Hemmanuel, il nostro autista ( che è anche un colonnello...la macchina che abbiamo infatti dell'esercito...non mi chiedete come mai...), mi chiama. Mi dice se l'accompagno a lavare la macchina. Why not? Bella persona Hemmanuel, con lui come con tutti, ho stretto un ottimo rapporto, di confidenza, fiducia e complicità. Insomma andiamo in un mega spiazzale, dove oggi è giorno di mercato. Peccato che stanno smontando tutto, ma si vede che c'era veramente tanta gente. Subito l'assalto alla macchina...ognuno si propone con la sua squadra di lavatori e Hemmanuel contratta il prezzo. Freetownè più cara, se non erro l'altra volta era costato 25.000 Leoni (4 euro), qui ne spendiamo 15.000.
Anche qui, la gente è cordiale, un tipo mi chiede di provare il mio tabacco. Divido l'ultima manciata del mio Pueblo con gusto.
Mezz'oretta di chiacchere con i ragazzi del posto e poi si va via.

La mattina andiamo a visitare le miniere di diamanti. In realtà  sono miniere di diamanti a cielo aperto dove la gente del villaggio ( siamo fuori da Konò) prova ancora a trovare qualcosa. Ma da quello che ci dicono e che vediamo il lavoro è durissimo e si trova qualcosa ogni tanto, roba di mesi senza nulla. I ragazzi, prima spalano un fango rosso, poi con delle carriole sgangherate, lo portano in un'altra vasca dove altri ragazzi, "galleggiano" in una fanghiglia gialla setacciando il fango. Quello che invece emerge, è il disastro lasciato dalle società  che hanno fatto i primi e più fruttusi scavi, quelle che chi sa con chi trafficavano.
Tantissime pozze aperte, ferite della terra che non si rimarginano, invase di acqua stagnante che fa proliferare la malaria tormenta gli abitanti del villaggio, che nonostante tutto, continuano a cercare qualche pietruzza. Qui prima c'era la foresta. 
Adesso il dramma è che i diamanti sono finiti, la terra è infestata dalla malaria e non è più coltivabile. Facciamo le riprese, interviste ai minatori e lasciamo il luogo.

La mattina dopo sulla via di ritorno, un altro viaggio un' altra storia. Si rompe la frizione della jeep, stiamo fermi 3 ore nella caserma Hemmanuel da buon militare ci ha portato nell'officina della caserma di Konò dove lui ha prestato servizio per 5 anni da quello che ho capito. 3-4 ore di stop, 70 mila spesi. 50 mila di pezzi, 20 mila di "mancia" ci si può stare. Ripartiamo, ma per sicurezza ( provvidenziale!!!!!) compriamo dell'olio della frizione da rimboccare nel caso di perdite.
Cazzo, mi ero dimenticato di dire che sulla strada, avevamo visto più di una volta gente che vendeva le scimmie. Ma mica per giocarci...qui le mangiano. Insomma sulla via del ritorno ci fermiamo per prendere un po di vino di palma. Fatto sta, che come noi, si fermano dei camionisti...mi sa che conoscevano il posto, come se facessero una sosta classica all'autogrill. Unica differenza che al posto di un panino. si stava mangiando carne di scimmia. 
E si, la donna che vendeva la carne, toglie il coperchio della bacinella che la conteneva, e subito mi saltano all'occhio due teste di scimmia!!!!

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